Probabilmente, risale ad un milione di anni fa il movimento tettonico della roccia carbonatica che originò la frattura del territorio nella zona nord-ovest della provincia di Taranto. Tra le gravine, quella di Castellaneta è nota per la sua grandiosità. Le pareti rocciose, profonde in alcuni punti fino a 150 m, appaiono di color rosso e sono ricche di vegetazione spontanea. Gli strati calcarei incidono verticalmente le pareti e sporgono in maniera decisamente singolare, facendo assumere alle rocce ed ai massi curiose forme per effetto della erosione meteorica. Tra gli anfratti, è possibile scorgere alcune caverne, rifugio in passato di monaci bizantini e briganti.
La gravina tocca in alcuni punti 400 m di larghezza e si sviluppa per circa 10 Km. Dal balcone della cattedrale è possibile assistere ad un panorama mozzafiato, che comprende: la gravina nella sua massima estensione (gravina grande), la città di Mottola, la città di Taranto e l’intera fascia ionica fino ai monti della Basilicata. Nella gravina, a diverse quote di altezza, si sviluppano differenti microclimi che favoriscono la formazione di alcuni habitat faunistici (si possono ammirare per esempio alcune specie di rapaci tra i quali il gheppio ed addirittura il gufo reale). Stesso discorso per quanto riguarda la flora, considerato che sul fondo della gravina è presente il ciclamino, il croco ed il colchico, mentre sulle pareti crescono i rovi, le dafne, le clematidi, il mirto, i ceppi di olivo e fichi selvatici. Nulla è stato alterato per mano dell’uomo nel corso degli anni.
La gravina di Castellaneta costituisce altresì il letto del fiume Lato, che nasce esattamente nella zona di confluenza delle gravine di Montecamplo e di Laterza. Il nome del fiume deriva probabilmente dal greco ed indica una particolare specie di pesce. Il fiume Lato sfocia poi nel mare Ionio all’altezza di Termitosa. Le lame sono invece il proseguimento delle gravine castellanetane e si caratterizzano per la scarsa profondità e per il fatto di costituire i letti dei corsi d’acqua di natura torrentizia.
Un attento e partecipe visitatore del sito, Francesco De Crescenzo, ha inviato le foto contenute nel riquadro in alto, con un breve commento dedicato alle immagini del lago di Sant'Elia, che "sono state scattate lo scorso anno ad agosto, il nome Sant'Elia chiedendo in giro o meglio chiedendo alla gente anziana viene da una chiesetta che ora non esiste piu'.....prima cimitero, nella gravina c'e' una montagnetta se vedi bene su quella montagnetta ci sono delle file di pietre, be quella dovrebbe essere Sant'Elia" . Inoltre, il nostro ottimo fotografo afferma che le foto "sono state scattate durante le mie passeggiate in compagnia di altri amici", aggiunge poi: "posso dirti che riguardano tutto in tratto della gravina grande che va dal ponte della ferrovia di Palagianello (lo vedi nelle foto che ti ho mandato) passano la chiesa dell'Assunta, il palazzo baronale la cattedrale, si passa sotto tutto l'abitato del paese vecchio, fino ad arrivare al laghetto carsico di Sant'Elia...... man mano che si va avanti la gravina si restringe e si abassa fino a scomparire al ponte della renella....... in futuro si potrebbero creare dei sentieri da percossere, qualche sentiero facile da affrontare si potrebbe realizzare..... degli itinerari". Suggestive sono le foto di una Castellaneta innevata; a tal proposito Francesco afferma: "queste foto sono state scattate fine febbraio inizi di marzo di quest'anno...... alle 07.30 di mattina". Grazie Francesco per la collaborazione. Le foto nel riquadro sono dell'autore: non è consentito l'uso delle stesse senza autorizzazione espressa. Richiedi l'autorizzazione.
Approfondimenti e fonti:
Puglia Rurale – il territorio a ovest tra Murgia, Gravine e Ionio – by Regione Puglia, assessorato Agricoltura Foreste Caccia e Pesca – Ufficio di Sviluppo agricolo.
Francesco Saracino, Castellaneta dalle origini ai giorni nostri. Stampa a cura della Pro Juventute – Castellaneta.











