Le processioni a Castellaneta
Venerdi e Sabato Santo - La Settimana Santa a Castellaneta è legata alle processioni dei "Misteri" e di "Cristo morto". Alle ore 17 del Venerdi Santo la piazza antistante la Cattedrale di S.Nicola è gremita di fedeli che, in rispettoso silenzio, attendono l'uscita delle sacre immagini dal grande portone della Chiesa. Alle 17.30 i Misteri fanno la loro comparsa sul sagrato della Cattedrale con passo lento ed ondeggiante.
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Preghiera
del Vescovo |
Gesù nell'orto
degli ulivi |
La Flagellazione |
La Crocefissione |
Sino agli anni'50 la processione, in una cornice di luci, iniziava alle 2.00 del venerdi per poi terminare a notte inoltrata. Attualmente, le confraternite che organizzano le processioni sono due: la Confraternita di S.Francesco (per il Venerdi Santo) e la Confraternita del SS.Sacramento (per il Sabato Santo); la confraternita del SS.Sacramento è anche la più antica, risalendo la sua fondazione alla metà del'500.
Il Pianto della Madonna |
Corteo Funebre |
Gesù portato a spalla |
Centro storico di sera |
La processione del venerdi è aperta dagli "incappucciati", ai quali sono affidati una serie di compiti: portare la croce con i simboli della Passione, battere ad intervalli ben cadenzati i tamburi ed agitare le "tocca-tocca" (tavole con impugnatura e ferri incardinati che, opportunamente agitate, producono un suono caratteristico tendente a richiamare l'attenzione generale).
Seguono poi gli uomini vestiti in nero (essi hanno il compito di portare a spalla i Misteri, le statue raffiguranti Cristo nei diversi momenti precedenti la crocefissione); segue la "Bara di Gesù Morto", adornata di fiori (solitamente rose e orchidee) con ai lati quattro uomini che portano i lampioni (in passato avevano il compito di illuminare le vie cittadine durante il transito della processione).
Dietro la bara le autorità locali ed il sindaco con fascia tricolore. Ancora a seguire, il corteo delle donne che danno voce all'inno funebre "Sulla Salma Insanguinata". Chiude la processione l'Addolorata seguita da una moltitudine di fedeli e dalla banda musicale.
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Processione del SABATO SANTO
La processione del sabato mattina è aperta da giovani incappucciati che battono le "tocca-tocca" e da un adulto incappucciato con corona di spine che porta la croce sulle spalle, poi gli uomini in nero anch'essi cinti con corona di spine ed il sacerdote con i chierichetti, segue la "Bara di Gesù Morto", le donne in nero, l'Addolorata ed infine la banda musicale che intona marce funebri.
Terminata la processione, i fiori che adornano la bara di Gesù Morto vengono donati a chi ha preso parte attivamente all'organizzazione dei misteri, i restanti fiori diventano invece motivo di contesa da parte dei fedeli.
Il presente servizio fotografico è di proprietà dell'autore, non è pertanto consentito l'uso dello stesso senza autorizzazione espressa. Richiedo autorizzazione.
Speciale: Le Confraternite di Puglia - terzo cammino di fraternità
Festa Patronale
Nella prima metà di maggio si svolge la festa patronale di S. Francesco da Paola e di S.Nicola. I festeggiamenti iniziano in Cattedrale: Novena, Triduo e Panegirico, al termine la processione con l'immagine dei Santi. La via Roma (via pricipale) è adornata dalle "luminarie", archi in legno ricoperti di tantissime lampadine multicolori che creano un suggestivo effetto cromatico. In piazza Umberto I viene eretta una cassarmonica sulla quale "gareggiano" le migliori bande musicali della regione. La sera, invece, il corso principale e l'attigua "passeggiata" si riempiono di gente venuta dai paesi limitrofi per assistere allo spettacolo pirotecnico che chiude i festeggiamenti in onore dei Santi patroni.
Falò
Nei giorni di S. Giuseppe (19 marzo) e dell'Annunziata (24 marzo) è ancora in uso accendere i "falò" (cataste di legna alte fino 4, 5 metri). Concepiti all'origine come riti propiziatori, i falò chiudevano simbolicamente l'inverno per aprire le porte alla primavera ed ai successivi raccolti dei campi. Attualmente ogni quartiere organizza un proprio falò, la cui realizzazione è affidatata principalmente ai ragazzi (che hanno il compito di raccolgliere la legna da accatastare). Oggi il valore della tradizione è ridotto a poca cosa: il rito del falò è visto solo come momento di aggregazione e di folclore.
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